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We Serve

I

Lions sono una rete internazionale di 1,3 milioni di persone, distribuiti in 205 paesi e aree geografiche, che collaborano tra loro per rispondere alle necessità delle diverse comunità del mondo. "

Tra le tante date che commemorano avvenimenti, anniversari, circostanze varie e personaggi del Lions International, due sono certamente di fondamentale importanza: il 7 Giugno 1917, quando venti delegati in rappresentanza di ventisette Clubs service, riuniti nell'Hotel La Salle di Chicago, fondarono l'«Associazione dei Lions Clubs» che fu il pilastro portante di quella organizzazione che oggi è tra le più grandi ed efficienti del mondo; e poi, 1'8 Ottobre 1917, quando al Congresso di Dallas venne scelto come emblema il leone bifronte e fu dato un significato alla sigla L.I.O.N.S.: Liberty, Intelligence our Nation's Service.
In quella stessa occasione furono codificati gli «scopi del lionismo» ed il «Codice di etica», comunemente chiamato «codice d'onore». Altre due date, almeno per gli europei, sono molto significative: quella del 4 Marzo 1948 quando a Stoccolma venne costituito il primo Club d'Europa e poi, per l'Italia, quella del 28 Marzo 1951 che vide la nascita del Club di Milano, primo in Italia.

Si diffondeva così anche nell'Europa, intenta peraltro a curarsi le terribili ed ancora aperte ferite provocate dal secondo conflitto mondiale, l'idea lionistica che incontrò il favore di tanti uomini di buona volontà, i quali ritrovarono la gioia di agire per il bene in forza di un'etica di solidarietà umana, di fratellanza e di amicizia.
Il motto WE SERVE, adottato nel 1954, riassume efficacemente l'idea della missione lionistica, intesa a creare e stimolare lo spirito di comprensione, a perseguire principi di buon governo e di buona cittadinanza, a prendere attivo interesse al bene civico, culturale e sociale della comunità, ad aprirsi, infine, ad una libera trattazione di argomenti di interesse pubblico, agevolando ed incoraggiando la partecipazione di chi si dedica al «servizio» per migliorare, anche nel comportamento privato, l'efficienza e la serietà in tutti i settori dell'attività dell'uomo. Ma, come si è potuto constatare, l'idea lionistica trovava fertile terreno per la sua maturazione solo nei Paesi retti dal sistema politico democratico. Infatti, mentre in Cina - dove il Lions nacque già nel 1926 a Tien Tsin - l'idea non trovò proseliti, essa - non certo fortuitamente - approdò, dopo Stoccolma, a Ginevra e Parigi e si estese immediatamente dopo a Londra, Copenaghen ed Helsinki, cioè in Paesi democratici e rispettosi del principio di libertà. Nulla infatti di quanto si è detto in tanti anni circa i principi lionistici avrebbe validità e nulla potrebbe attuarsi degli scopi che il lionismo persegue se non si è perfettamente consapevoli del profondo significato della prima parola che forma la sigla dell'Associazione: «Libertà», perché dalla interpretazione giusta od erronea di essa nasce l'equilibrio interiore dell'uomo, libertà essendo sinonimo di responsabilità, di capacità di scelta, di conquista faticosa - giorno dopo giorno - di mete e di traguardi culturali e, contestualmente, di rigetto della schiavitù dei limiti umani rappresentati dalla ignoranza e dal pregiudizio.

Questi concetti di libertà il Lions International ha fatto propri, imponendosi come un'associazione di uomini liberi. Questi uomini esaminano e dibattono argomenti diversi nel rispetto delle altrui opinioni, del civismo, di una società che stimola e valorizza il confronto di idee e di azioni tra persone appartenenti e varie categorie e provenienti da diversa formazione culturale, ma tutte unite dal comune denominatore che è la libertà: pertanto, uomini liberi al servizio della comunità.
E non v'è dubbio che gli stessi concetti di libertà ispirarono i venti Soci fondatori del Lions di Reggio Calabria pur se a quell'epoca, va riconosciuto, i Clubs, più vicini alle origini americane, privilegiavano nella loro attività i due punti fondamentali dell'etica lionistica: le relazioni amicali e le iniziative assistenziali, circondati dal pregiudizio e dalla incredulità di una società non perfettamente disponibile a recepire le istanze ed il desiderio di partecipazione.
Ed infatti, già negli anni immediatamente successivi alla costituzione del club, si avvertì la esigenza di allargare i confini della sua attività ed i primi sintomi di una ideologia diversa cominciarono a diffondersi anche a Reggio  Calabria dove un lionismo al di sopra dei gruppi di potere, critico e costruttivo, un lionismo che, come disse Domenico De Caridi, «non può essere di tutti non perché sia riservato ad una élite, ma perché esso presuppone una vocazione umana e sociale, una disponibilità al dialogo ed alla partecipazione», cominciò a farsi strada, a farsi conoscere ed apprezzare da una larga fascia di quella società prima incredula e scettica, ora disponibile e più aperta alla domanda di partecipazione. E «partecipazione» - sostiene ancora De Caridi - «non significa essere semplice spettatore degli avvenimenti, divenirne beneficiari senza meriti ... Significa invece essere consapevoli della realtà che ci circonda; collaborare alla soluzione dei problemi che interessano tutti; divenire artefici del proprio destino; contribuire alla costruzione di una società migliore».
Il 20 Luglio 1956 il Club di Reggio Calabria venne omologato; il 26 Gennaio 1957 venne consegnata la Charter; il 23 Aprile 1957 il Club venne costituito. Quel giorno venti Soci, riuniti presso l'Hotel Belfanti, apposero la firma in calce all'atto notarile del Notaio Francesco Battiata.
Anno dopo anno, il Club si ingrandì ed accanto a quelle prime venti persone che formarono il ceppo forte, solido, ben piantato con le sue robuste radici, se ne aggiunsero man mano circa altre duecento che costituiscono oggi questo importante Club di servizio. E che il Lions  Club Reggio Calabria Host sia importante - e non solo per gli uomini che ha espresso e continua ad esprimere - è evidenziato dal dato statistico che, nella graduatoria nazionale, su poco meno di 780 Clubs operanti in Italia, lo colloca al 62° posto per data di costituzione ed al 5° nell'ambito del Distretto 108 Ya dove è preceduto soltanto dai Clubs di Napoli, Avellino Benevento e Salerno. Il Club è nato quindi, prima dei Clubs di Palermo e Catania, è stato tenuto a battesimo dal Club di Roma Host ed ha sponsorizzato nell'ordine i Clubs di Catanzaro Host, Vibo Valentia, Cosenza Host, Messina Host, Locri e Palmi Villa San Giovanni, Reggio Calabria "Rhegion", Reggio Calabria "Castello Aragonese", Reggio Calabria "Città del Mediterraneo", Bagnara Calabra e Reggio Calabria "Magna Graecia".

Ma le date di nascita di uomini o istituzioni a volte possono avere soltanto importanza marginale o possono del tutto ritorcersi contro se non accompagnate da fatti ed avvenimenti che ne esaltino l'efficienza, la creatività, la credibilità. Pensiamo, Amici, ad un Club nato da appena poco più di un lustro, che muove i primi passi in una comunità incredula e forse riluttante a mutare con l'evolversi dei tempi!
Ad una società siffatta questo Club - piccolo non solo di età, ma anche come numero di aderenti - chiede di aver assegnato un suo preciso ruolo ed una ben definita connotazione per potersi proiettare dalla fase quasi esclusivamente assistenziale in quella, dai contorni ben definiti, della partecipazione. E poiché partecipazione, non vuoi dire essere semplice spettatore, ecco che il Lions  si rende promotore di una iniziativa che si impone subito, entrando nella tradizione culturale cittadina. Intendo riferirmi al «Premio Bergamotto d'Oro», geniale idea che non volle allora e non vuole oggi contrapporsi ad analoghe occasioni culturali, bensì esaltare ed onorare personaggi di Reggio  Calabria e della sua Provincia che - dice testualmente il regolamento - «per l'eccellenza delle opere, per l'importanza delle iniziative o per la fama della loro personalità, si distinguano e si rendano benemeriti».
Non è il caso di fare nomi, tanti furono i premiati; e si mancherebbe nei confronti di chi non venisse nominato o non adeguatamente ricordato; è sufficiente invece posare lo sguardo sul ventaglio dei premiati che comprende illustri studiosi del diritto, emeriti artisti e filosofi, un cittadino straniero cultore della lingua e delle usanze calabresi; ed ancora personaggi benemeriti per senso civico e sociale (e fra questi l'unica donna insignita del premio), sacerdoti, giornalisti ed industriali sino a giungere a coloro che scrissero della Calabria, delle sue genti, delle loro grandi povertà e delle loro immense ricchezze d'animo, di bontà, di altruismo.
Fra coloro che scrissero di questa terra, un nome per tutti: Corrado Alvaro, per incastonarlo in una «preziosità» che il Club ha voluto donare alla città, il monumento a lui dedicato, opera di un insigne artista calabrese.
Ben quattro esercizi finanziari il Club impegnò per realizzare l'opera che il 25 Ottobre 1965 il Presidente di quell'anno sociale consegnò al Sindaco di Reggio Calabria.
Purtroppo, con il passare del tempo, anche quest'opera subisce il degrado che avvilisce la nostra città. Ed è ancora il Lions che si rende promotore della sua ristrutturazione, per restituirla all'antico splendore, al fascino di sempre; per recuperare anche quell'angolo discreto del Lungomare nel tentativo di sottrarlo all'imperversare dell'abbandono e del vandalismo.

Il Club intanto continua ad uscire allo scoperto, a farsi conoscere, guidato con l'energica perseveranza di chi è consapevole di percorrere una strada non priva certo di ostacoli, ma corretta e giusta, quella strada che porterà il Club ad acquisire tutto il suo prestigio, la sua identità, ad affermare per intero la sua immagine.
I Soci più anziani ricorderanno, tanto per fare qualche esempio, la suggestiva cerimonia di consegna al Sindaco della città della bandiera del Lions, l'acquisto di costose strumentazioni donate agli Ospedali Riuniti e di un suolo di 1.500 mq. in Gallina donato all'Unione Italiana Ciechi perché vi costruisse laboratori artigianali; e poi, forse con un pizzico di nostalgia, le tante feste dei bambini a riprova che il Club era giovane e prevalentemente formato da giovani. Ed ancora: il contributo offerto alla città di Firenze colpita dall'alluvione, l'interessamento presso il Ministro della Pubblica Istruzione per l'acquisto e la donazione al Comune di Reggio della preziosa Biblioteca Sandicchi, il convegno (il primo della serie) con i Lions siciliani sul tema «Il Ponte sullo Stretto di Messina» e - avvicinandoci sempre più ai giorni nostri - le cospicue offerte per i terremotati del Friuli, del Belice e dell'Irpinia, i riconoscimenti alle Forze dell'Ordine, l'ospitalità al Consiglio Direttivo della Federazione mondiale dell'Associazione «Amici del Museo» e quella riservata all'Ambasciatore americano a Roma in visita alla nostra città, i convegni su «Gli itinerari turistici di Magna Grecia» in occasione dell'emanazione dell'apposita Legge dello Stato che riguardava anche la nostra Provincia e la nostra città.
Non si possono non ricordare le giornate tristi che, purtroppo, ci sono state anche per il Club; le dimissioni, i trasferimenti, la scomparsa di Soci hanno sempre lasciato nostalgia e rimpianto. Così come un senso di angoscia, di sgomento e di impotenza di fronte all'evento pervase tutti i soci quando si venne a conoscenza del sequestro di cari Amici Soci e di figli di Soci; così di contro resta impresso nella memoria di tutti, indelebile, il ricordo del sospiro di sollievo, del senso di liberazione da un incubo, del tacito ringraziamento a Colui che guida le sorti dell'umanità, quando giunse la notizia della loro liberazione, della restituzione alle loro famiglie, ai loro affetti, provati certamente da lunghi, interminabili, bui giorni di segregazione.

Il ricordare gli avvenimenti, così, quasi senza una cadenza temporale, impone di tornare un po' indietro per parlare di una importante iniziativa sociale che il Club ha sponsorizzato: la costituzione del Leo Club, fondato il 28 Ottobre 1971 da quindici giovani di ambo i sessi, dieci dei quali figli di Soci Lions. Da quell'epoca tanti giovani hanno fatto parte di questo nuovo Club di servizio, profondendo impegno e dedicando molto del loro tempo.
Di questi giovani alcuni sono oggi Soci del Lions; agli altri ed agli attuali Leos rivolgiamo in questa occasione l'incitamento a ben operare e l'augurio di affermazione professionale.

Ci avviciniamo sempre più ai nostri giorni ed il Lions si rende promotore di una nuova iniziativa, il Premio «Domenico De Caridi» che è, ormai, entrato nella tradizione culturale della città, perseguendo esso l'intendimento di incitare i giovani laureati nei loro primi tentativi di inserimento nella vita professionale.
Il cammino del Club sarebbe incompleto se non ricordassimo un'altra tappa fondamentale: quella, il 29 Novembre 1977, in cui venne approvato il nuovo Statuto, più aderente alla realtà della nostra epoca, elaborato certamente nell'osservanza dell'indirizzo dello Statuto Internazionale, ma anche di quella autonomia che caratterizza la libertà decisionale che ogni Club deve possedere. Uno Statuto, quindi, più moderno, più consono alle nuove esigenze, sempre articolato attorno ai dettami dell'etica lionistica secondo cui in una Associazione come il Lions non può essere! spazio per rivalità, ma invece deve prevalere il sentimento dell'Amicizia e devono essere privilegiate la continuità nella tradizione e la collaborazione; quest'ultima, disinteressata anche se critica, deve comunque trovare applicazione all'interno del dettato del «codice d'onore» che recita testualmente: «... sempre mirando a costruire e non a distruggere».
 

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